Madrid affossa la Catalogna #news #ue #politics

Marco Gargini

Come si salverà uno dei quattro motori d'Europa? Il regime di
autonomia "comune" è alla base del crac catalano. Il Principat paga
molto in imposte, ma riceve poco. Passare al regime "forale" o dire
addio alla Spagna? Intanto la gente marcia su Bruxelles

41,8 miliardi di euro. È l'ammontare del deficit della comunità
autonoma della Catalogna che adesso rischia di dover chiedere aiuto
all'"odiata" Madrid. La capitale spagnola potrebbe addirittura
arrivare ad una sorta di commissariamento di Barcellona ed è proprio
per questo che laGeneralitat sta cercando una via alternativa al Fondo
autonomo di liquidità che potrebbe consentire a Madrid di andare
troppo a fondo nella gestione dei conti catalani.

AUTONOMIA FALLIMENTARE? – Sappiamo benissimo che la Spagna sta
attraversando un periodo folle di crisi e siamo consapevoli che Madrid
non gode assolutamente della fiducia sui mercati. Ma la disfatta di
Madrid sta affossando uno dei sistemi di autonomie che vige in Spagna.
Nel Paese iberico ci sono due tipi di autonomie: quindici regioni
abbracciano il regime "comune" (tra cui la Catalogna) e due quello
"forale" (Paesi Baschi e Navarra). Il regime forale permette alla
comunità autonoma di riscuotere (quasi) tutte le imposte, concedendo
alle due comunità basche una determinata indipendenza fiscale. Non a
caso, Euskadi (Paesi Baschi) è tra le comunità più virtuose e il suo
debito è classificato A da Standard & Poor's. Quello comune, invece,
fa riscuotere alla comunità autonoma solo una parte delle imposte. La
Catalogna, per esempio, dipende dai pagamenti mensili che giungono a
fine mese da Madrid. Non a caso, le comunità che adesso soffrono
maggiormente la crisi sono quelle che non sono pienamente autonome
fiscalmente parlando.

LES VAQUES CATALANES – La Catalogna potrebbe essere paragonata a una
vacca. Madrid ha attinto talmente tanto latte dal Principat che
adesso, dalle sue mammelle, non fa altro che uscire sangue. Come può
una regione con un pil di 200,3 miliardi di euro all'anno (pari a più
di un sesto dell'intero pil spagnolo) accumulare un debito di 41,8
miliardi, pari al 20,7%? La risposta sta proprio nel sistema di
autonomia catalana, assoggettata agli emolumenti provenienti da
Madrid. Non è dato sapere quanto la Catalogna abbia dato a Madrid e
quanto dalla capitale dello Stato spagnolo abbia ricevuto, ma le
parole di Andreu Mas-Colell, ministro dell'Economia della Generalitat,
che ha rilasciato un'intervista a La Repubblica, sono lo specchio
dello squilibrio accumulato soprattutto nell'ultimo quarto di secolo.
In termini di imposte, la Catalogna «dà più di quanto riceve: ha un
bilancio fiscale negativo che si mantiene stabile da 24 anni.
Squilibri accumulati nel tempo fra le entrate, insufficienti, e le
uscite, strutturalmente rigide». La crisi della Catalogna sta tutta in
questa frase. È la rigidità di Madrid che sta ingolfando il motore
Catalogna che, insieme a Rodano-Alpi, Lombardia e Baden-Wüttemberg, è
uno dei quattro motori dell'Unione Europea. Non si può spremere una
vacca per sempre e la vacca catalana si trova a dover fronteggiare due
debiti: il proprio, che non è dovuto espressamente a proprie
negligenze come, invece, nel caso della Sicilia, e quello spagnolo,
visto che i catalani pagano le tasse a Madrid e solo in piccola parte
le rivedono a Barcellona. Il freno alla Catalogna lo danno i mercati
sui quali si affaccia la Spagna tanto che la pressione sulla tesoreria
del Principat è molto forte.

VIE DI USCITA – Poco meno di un anno fa, Barcellona, in previsione
delle difficoltà crescenti per le comunità autonome, aveva chiesto a
Madrid di prevedere la creazione di hispanobonos, dei titoli specifici
per finanziarsi sul mercato. Le comunità autonome si sarebbero, però,
accontentate di un qualsiasi meccanismo per condividere il debito. Ma
Madrid ha risposto picche, amplificando il deficit di alcune comunità.
Mentre València ha già chiesto di accedere al Fondo autonomo di
liquidità, Barcellona sta temporeggiando per capire quali siano le
condizioni dettate da Madrid. «Non rinunceremo all'autogoverno» è il
motto che da più parti viene rilanciato a Barcellona e zone limitrofe.
La Catalogna proverà a uscire dalla crisi con le proprie forze, come
ha sempre fatto, e, infatti, Artur Mas, il presidente della
Generalitat, sta meditando di chiedere l'intervento di Bruxelles per
ottenere da Madrid il sistema forale.

INDIPENDENZA – Se il sistema forale, quello che più rappresenta
l'essere artefice del proprio destino, rappresenta la manna per il
sistema delle autonomie in Spagna, è chiaro e lampante che
l'indipendenza lo sia ancora di più. La domanda da porsi è la
seguente: può una regione indebitata come la Catalogna reggere
l'impatto dell'indipendenza? Secondo lo scrivente sì perché
smetterebbe di andare a tappare i buchi delle altre comunità autonome
per concentrarsi sulla propria falla, che è la conseguenza della poca
attenzione e dei pregiudizi fiscali che Madrid ha riservato nei
confronti di Barcellona. E con un pil pro capite superiore anche a
quello italiano non dovrebbe correre troppi pericoli. Non è un caso
che da tutta la Catalogna molte persone si stiano organizzando per
raggiungere a piedi Bruxelles per chiedere, il prossimo 11 settembre,
l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna.

http://www.ilvostro.it/economia-e-lavoro/madrid-affossa-la-catalogna-e-il-sistema-delle-autonomie/50036/

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